Durante il percorso · l'attesa

Vacanze

Finalmente riesco ad andare in vacanza e staccare completamente la testa da tutto, nessun pensiero e pochi sbalzi d’umore. Un reset che serviva.

Nei momenti difficili mi aiuta però questa storiella, si intitola: Mangiare l’elefante

Mettiamo che a un certo punto della tua vita ti trovi, per necessità, di fronte a questo dilemma. Magari sei alle prese con un esemplare di Loxodonta Africana che con una media di 6-6,5 metri di lunghezza, circa 3,2-3,7 metri di altezza e il peso di 3800-5100 kg, è considerato il più grande animale sulla faccia della Terra. Insomma, che fai?

Senza timore di smentite, provo a ipotizzare due pensieri che immagino comuni:

Soluzione 1. Cinque tonnellate di cibo!? Di mezzo chilo in mezzo chilo, mi ci vorrebbero 10mila giorni, ovvero 30 anni, per mangiarlo tutto… Detto in altri termini: Un’impresa impossibile. No, no, no. Non si può fare. Soluzione 2. Proviamo a considerare la cosa sotto tutti i punti di vista. Detto in altri termini:l’impresa è ardua ma vediamo che si può fare.

Tu da che parte stai? Se propendi per la prima, nessun problema. In fondo, dove sta scritto che tutti devono fare tutto? Appunto. Diversamente, se tendi alla seconda, sai bene che a tutto c’è una soluzione. Quindi, non ti preoccupi “del cosa” ma cominci a occuparti “del come”: cerchi, raccogli, studi, valuti, analizzi. Ponderi implicazioni e sondi opportunità.

Quella che stiamo vivendo è, a detta di chi ne sa e per rimanere in tema, una crisi dalle proporzioni elefantiache. Non è solo economica, è di sistema. Come tale, affonda le sue radici nelle viscere e parte da lontano. E’ profonda e radicata nel tessuto sociale. Per uscirne, occorre trovare nuovi modi e nuove soluzioni. L’alternativa è nefasta e scegliere implica sempre e comunque delle conseguenze. Nel bene e nel male e più o meno profonde. Inclusa la scelta dell’inerzia.

Nessun consiglio se non quello di guardarsi dentro, vedere cosa c’è che non va e cominciare da lì. Nessuna formula magica se non quella di rimboccarsi le maniche per fare quello che si può; ma quel che si può va fatto. Nel rispetto delle proprie tipicità per far sì che il prodotto nasca su un terreno fertile e abbia buone e solide radici.

Perché un elefante si può mangiare sì, con buona pace dei vegetariani. Come? Un pezzetto alla volta.

Può aiutare tenerlo a mente in qualsiasi momento

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