Durante il percorso · l'attesa · Varie

Crollo

Non scrivo da molto tempo sul blog e mi spiace ma è stato un periodo difficile quest’ultimo mese.

Ho avuto un crollo emotivo che mi ha portato in ospedale per un paio di volte per crisi ansiosa/depressiva e l’inizio di una terapia farmacologica. Sto iniziando ora a riprendermi leggermente riuscendo ad uscire dal letto e a fare qualcosa di diverso dal dormire.

Non è semplice ammettere con se stessi che si sta male e talmente tanto da avere bisogno di aiuto e chiederlo.

Non è semplice arrendersi a una terapia farmacologica che non si desidera per paura di diventare dipendente delle medicine, ma in teoria non dovrebbe essere per lungo tempo, ma questo lo deciderà la psichiatra quando ci vedremo a inizio mese.

Andare in ospedale perché si sta male e sentirsi dire che è solamente ansia che è la testa che fa star male e non il fisico è difficile da digerire ma pian piano me ne sto facendo una ragione.

Mi sento anestetizzata, le emozioni che mi hanno portato a questa situazione ci sono ancora ma sono come soppresse e questo mi spaventa perché potrebbero uscire in ogni momento come un vulcano incontrollabile come è successo nelle prime settimane. Devo riuscire a tenere la testa libera o occupata da altro, cercare di fare le cose in casa, leggere ed altro.

Il fatto di pensare a questo periodo come un post operatorio anziché un periodo di malattia mi sta aiutando a lavorare sulla giornata e a tornare alla normalità. Ci è voluto più tempo del previsto per trovare la combinazione giusta che mi permettesse di rimettermi in piedi, il doppio del tempo ma forse l’importante è averlo trovato.

E pensare che poco prima di avere il crollo emotivo avevo deciso di prendere una pausa da tutto quello che stavo facendo, forse la testa aveva capito quello che stava per succedere. Da un paio di mesi infatti non frequento il corso dell’attesa in associazione (d’accordo con la psicologa che lo tiene, spiegandole per quale motivo mi allontanavo), la stessa cosa è avvenuta col gruppo di auto aiuto di Prometeo. Devo dire che adesso inizia a mancarmi quell’insieme di appuntamenti mensili, ma mi rendo conto di essermi tuffata a capo fitto in tanti percorsi assieme che sì si combinano e mi aiutano, ma spesse trattando argomenti molto simili si ostacolavano anche sotto alcuni aspetti. Ecco perché fino a Settembre rimarrò solamente con lo psicologo e poi valuterò con lui a questo punto cosa riprendere e come.

Intanto inizierò col pensare ai percorsi come occasioni, non obbligatori che mi aiutano ma non devo per forza frequentarli per forza e soprattutto non tutti gli appuntamenti.

Ora so che ho tante persone vicino disposte ad aiutarmi e malgrado a volte mi senta ancora sola so che non lo sono. Ora devo lasciarmi andare all’amore e all’aiuto.

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