Dovrei conoscere il gioco ormai, invece…

Pensavo di aver capito in parte come dover reagire alle domande o alle situazioni che possono presentarti durante i colloqui e invece mi sono trovata in difficoltà, per fortuna su un compito a casa perché se l’avessi fatto davanti a loro non so cosa sarebbe successo.

Vi avevo scritto che come compito abbiamo delle schede da compilare separatamente e che confronteremo poi davanti al team con alcune situazioni tra cui scegliere l’opzione SI, NO e FORSE.

Vi riporto alcune voci per far riflettere anche voi su alcune situazioni che potreste incontrare..

La prima cosa su cui riflettere è se superare o meno il limite scelto per età e numero di bambini. Per quanto mi riguarda avendo scelto la fascia 0-6 forse di un paio d’anni potrei sforare ma non penso di essere in grado di accettarne di più, lo stesso per il numero siamo partiti con uno ma ne vorremmo due, per cui non escluderei del tutto l’ipotesi di fratelli ma più di due in contemporanea dubito di essere capace e di avere le forze nell’affrontarlo.

Possibili anamnesi familiari e qui vi riporto solo alcune voci sul quale riflettere e lascio a voi le possibili soluzioni: problemi di salute mentale nella famiglia d’origine, precedenti penali, negligenza, lunga istituzionalizzazione, precedente fallimento adottivo.

Possibili problemi medici tra cui: scarsi controlli della madre in gravidanza, problemi durante il parto, controlli medici frequenti, necessità di operazioni, malattie varie….

Possibili problemi emotivi: difficoltà a ricevere affetto, accettare tutti, isolamento, difficoltà a esprimersi….

Possibili problemi di apprendimento o di sviluppo: ha bisogno di supporto, sembra più piccolo nel comportamento, etc…

Possibili problemi di comportamento: sfida, non accetta limiti, rabbia incontrollata, furti, aggressività, depressione, necessita aiuto psicologico….

Ovviamente poi si ha anche la voce per ogni “pezzo” nessuna informazione al riguardo.

Devo dire che una prima lettura, forse affrettata mi aveva intimorito pensando di ritrovarmi in difficoltà anche se in poche voci la mia scelta ricadeva su Forse, No. Scrivendo invece l’articolo e rileggendo con calma tutto devo dire che mi ritrovo quasi a sorridere e pensare che sono stata una sciocca, perché la maggior parte delle voci sono cose che normalmente avrebbe o farebbe un bambino adottato che è stato in istituto e che è stato abbandonato e sono le stesse cose per cui si leggono i libri e ci si prepara anche confrontandosi con gli altri genitori. Dovrò riflettere bene e far riflettere bene mio marito prima di crocettare, pensare a quanto ci siamo preparati e cosa abbiamo letto. Mi sa quasi di gioco/tranello, ma come al solito si va sempre per ipotesi e sempre scegliendo gli scenari peggiori altrimenti non si arriva preparati e non ci si incontra col team che segue le adozioni.

Il percorso questa volta lo vedo lungo, la prossima volta riprenderemo anche in mano le situazioni famigliari e spero di ritrovarmi come per magia una strada un pelino più breve rispetto alla prima volta. Intanto manca ancora più di un mese all’incontro e il tempo sembra non passare mai…

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