Primo colloquio – secondo giro

Oggi abbiamo rincominciato i colloqui con psicologa e assistente sociale. Siamo riusciti ad avere nuovamente lo stesso staff che ci ha seguito la prima volta, ma la sensazione è stata completamente diversa.

Siamo arrivati preparati, agguerriti, forse troppo… In prima analisi ci hanno chiesto cosa abbiamo fatto durante questo anno e mezzo di “riposo” tra una domanda e l’altra, abbiamo affrontato molto velocemente (e ci torneremo su la prossima volta) il discorso della scelta del bambino, cosa non molto cambiata rispetto alla volta scorsa visto che abbiamo eliminato solamente una scelta rispetto alla precedente presentazione.

Credo di averle prese in contropiede (e spero non pesi negativamente) sulla nostra decisione di avere sì una famiglia ma di non volerci accanire a tutti i costi, per cui il nostro essere irremovibili sul fatto che questa sarà la nostra ultima domanda di adozione indipendentemente da come andrà a finire a creato delle facce non molto convinte. Pur avendo spiegato le nostre ragioni e gli esempi che ci hanno colpito in modo positivo e negativo che ci hanno fatto riflettere così come i discorsi per noi poco efficaci che ci spingono a puntare a tutti i costi ad avere un bambino senza pensare al tempo che passa.

Abbiamo ribadito nuovamente che difficilmente avremo figli naturali e che i percorsi alternativi come la procreazione assistita per ora (decisione che non cambia per ora dal 2012) è da non considerarsi valida per noi in questo momento, forse più avanti, mi prende contro piede la psicologa dicendo che prima si fa meglio è perché le probabilità sono maggiori. Sono d’accordo con lei ma non vedo per quale motivo debba contraddire la nostra decisione quando abbiamo una diagnosi ma non abbiamo voluto procedere nel percorso perché preferiamo l’adozione a una cosa artificiale anche se eseguita con materiale genetico nostro. Sembrava quasi volesse convincerci a fare quel percorso.

Abbiamo parlato del corso di preparazione che abbiamo fatto con l’Asl, cosa ci ha provocato, cosa ci è piaciuto e abbiamo parlato della possibilità di adottare fratelli. Decisione che in questo momento è fuori questione per noi a causa della mancanza di budget ma non solo visto che i paesi da noi scelti eventualmente per l’adozione internazionale difficilmente lo prevedono.

Un’altra cosa che mi ha lasciato basita è il fatto che ci hanno prospettato un paio d’anni per il completamento della pratica (se va bene) tra colloqui e decisione del tribunale dei minorenni, certo per ora tra ponti e impegni il prossimo appuntamento l’avremo tra più di un mese… Chiaro che ci metteremo molto ad arrivare al traguardo.

Vedremo come andrà la prossima volta, nel frattempo continuiamo a leggere, frequentare l’associazione e aspettiamo per mail i compiti per il prossimo colloquio. Un test su diverse problematiche che potrebbe avere il bambino e noi dovremo scegliere se accettarlo, non accettarlo o se doverci pensare tutto. Questo test andrà fatto separatamente fra i coniugi e poi confrontato con loro.

Oggi però non mi è andato giù il dover iniziare in ritardo quando si pretende la massima puntualità e il fatto di sapere che si va a lavorare con una coppia che già hai seguito ma non si è andati a vedere e nemmeno a tirare fuori il lavoro fatto precedentemente, per cui eravamo noi a ricordare cosa abbiamo fatto o le nostre scelte. Spero che la prossima volta vada meglio anche perché se non ho capito male dovremmo ripartire da dove avevamo lasciato. Incrociamo le dita e lasciamo il posto alla speranza.

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