Domenica pomeriggio diversa

Ieri dopo tanto tempo siamo andati in associazione per la festa di carnevale. Ancora una volta ho avuto la riprova che è l’ambiente giusto per noi. 

A parte i primi momenti di smarrimento dove cercavamo visi noti e ammiravamo i costumi dei bambini e adulti più o meno casalinghi (ma geniali) ci siamo ritrovati circondati un’altra volta da coppie disposte nuovamente ad accoglierci e parlarci di loro, disposte ad ascoltarci e farci coraggio.Abbiamo ritrovato un papà ancora divertito dalle domande che gli fanno e molto creativo nelle risposte, un coppia alle prese con un adolescente, una mamma che ci ha raccontato dell’arrivo del suo piccolo di 45 giorni, e il racconto di una coppia che sta lottando per arrivare al traguardo dell’idoneita’ e il racconto delle tante coppie che si sono perse per strada.
L’ambiente divertente, familiare, confortante e aperto ci ha conquistato nuovamente e non vediamo l’ora di poter dividere con loro il nostro futuro sapendo di avere qualcuno accanto nei momenti di gioia, in quelli difficili e una spalla disponibile anche quando non si hanno parole per esprimere gli stati d’animo ma basta uno sguardo.
Mi sono trovata con bambini in braccio a sorridere e giocare ma nessun sentimento si è manifestato in me, finalmente ho potuto godermi solamente il momento.
Stanotte però mi sono ritrovata a dover fare i conti con la mia coscienza e il tempo che passa… così il mio cervello continuava a pensare quanto sono disposta a lottare e ad aspettare per raggiungere il traguardo. 
Qualcuno ci ha incoraggiato ad andare avanti come treni se questo è il nostro desiderio, ma facciamo i conti anche con la realtà… Ha senso diventare genitori dopo una certa età? Se dovessi rimanere incinta certo non abortirei ma sono consapevole che dopo i quaranta la strada è molto più in salita. Ma un conto è dire nove mesi e sono mamma, un conto secondo me fare i conti con l’aspettare qualcosa che non potrebbe arrivare e con carte che scadono ogni tre anni d quindi il dover rincominciare da capo tutto il percorso.
Siamo giunti alla decisione di mandare avanti solo l’adozione nazionale incoraggiati anche dai tanti arrivi recenti in associazione, non è un buon momento per quella internazionale. Non solo perché non avremmo la possibilità ma soprattutto diventa difficile scegliere un ente in questo momento di bufera.
Ci siamo trovati anche inaspettatamente pronti all’arrivo di un bambino piccolo, calcolando che alcuni sono arrivati nel giro di quattro giorni e questo comporta il doversi attrezzare con latte, pannolini, lettino, fasciatoio, vestiti, giochi ect. Tra amici, parenti e cose messe da parte dai genitori ci basteranno, ma ci basteranno per renderci conto e tuffarci in questa avventura pronti? La paura rimane ma abbiamo scoperto che è del tutto naturale e ci si sente dolcemente impreparati ma anche carichi.
Partiamo per il nostro viaggio e vediamo dove ci porterà…

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