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Quanto è dolce la parola MAMMA

Questa estate ho aiutato un’amica con i bambini di 3 e 9 anni andandoli a prendere alla ludoteca e portandoli alla mamma. Un piccolo e breve lavoro di baby sitter (minimal) ma con grandi soddisfazioni…

E’ stato bello vedere i bambini che mi correvano incontro per salutarmi e venir via dalla ludoteca, è stato bello vederli prepararsi e caricarsi di disegni e peluches per andare a casa ed è stato interessante capire quanto fossi pronta a questo passo munendomi del necessario per il primo soccorso post gioco come merenda e bevande – un po’ meno per la mia macchina che è diventata il festival delle briciole…

E’ stato bello veder crollare la piccola dopo la merenda in tragitto di 20 minuti di macchina e poi nemmeno col cambio di macchina si è svegliata, e ancor di più coccolare il grande informandosi sulla giornata e sui pasti, come indagare sul suo futuro e su Natale.

Sono orgogliosa di me stessa in questi piccoli momenti passati con loro perché non ho avuto sentimenti di particolare attaccamento ma ho scoperto di saper gestire le emergenze di un piccolo infortunio e le prime richieste e necessità.

Durante questi giorni per errore è scappato un “mamma” anziché uno “zia” e il mio cuore per un attimo ha sussultato e ha fantasticato sul futuro. Il mio cervello ha iniziato a pensare a come effettivamente sarebbe stata quella situazione se i figli fossero stati i miei col piacere di andarli a recuperare a scuola, informarsi vederli crollare o entusiasmarsi per qualcosa o doverli rimproverare per un gioco fatto particolarmente pericoloso e sorridere con loro andando a casa.

Non mi ero resa conto fino a quel momento di quanto fosse dolce quella parola, ma mi ha fatto tornare anche in mente le difficoltà che stiamo affrontando e di quanto in questo momento entrambi ci sentiamo su un’altalena di emozioni dove ci manca l’essere genitori ma stiamo apprezzando anche le uscite con amici e figli e poi l’essere liberi di tornare a casa nel silenzio e nell’ordine. Ci stiamo rendendo conto di quante energie effettive ti portano via i bambini anche stando con loro per qualche ora (e ringrazio i nostri amici che nei momenti comunitari ci fanno quasi il passaggio di testimone nella cura mettendoci alla prova) e ci scopriamo a non avere le forze. Forse col proprio figlio le batterie si ricaricano più velocemente…

Una parola detta al momento giusto può farti ritrovare le energie perse? Penso di sì perché osservo con gioia le mamme stanche a fine giornata che lottano con i piccoli pieni di energie orgogliose e basta questo piccolo appellativo per farle ricaricare.

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