Strada da scegliere

Procreazione Assistita

Volevo approfondire questo argomento accennato solamente qualche articolo fa…. Non so se è cambiato qualcosa da quando abbiamo affrontato l’argomento nel 2012/2013.

Se non si riescono ad avere figli si può pensare alle tecniche alternative (sempre essendo seguiti da istituti o medici specifici e qualificati che vi fanno fare esami particolari), ecco le varie scelte:

  1. Procreazione assistita di primo livello
  2. Procreazione assistita di secondo livello o FIVET
  3. Utero in affitto (non ben visto in italia all’epoca)

Andando per ordine, la procreazione assistita o PMA è la così detta procreazione in vitro e si divide in due livelli. La parte iniziale del percorso è la medesima, dopo essersi accertati che non è possibile avere figli naturalmente questa è la strada più seguita. Si inizia con una lunga attesa, circa 18 mesi (ma varia da ospedale ad ospedale) per poter utilizzare il servizio sanitario nazionale con 2 tentavi per volta oppure con un costo a partire dai € 5.000 a tentativo (variabile anche questo dato).

Ecco le tappe per la PMA di primo livello:

  • assunzione di ormoni a dosaggio crescente (di solito punture in pancia)
  • monitoraggio settimanale fino alla maturazione degli ovuli
  • prelevamento del liquido seminale
  • inserimento del liquido nell’utero della donna (può essere inserito direttamente nell’utero, nelle trombe di falloppio ect)

Le tappe per la FIVET sono un pò più lunghe:

  • assunzione di ormoni a dosaggio crescente (si solito punture in pancia)
  • monitoraggio settimanale fino alla maturazione degli ovuli
  • prelevamento degli ovuli
  • prelevamento dello sperma
  • fecondazione in vitro – incontro ovuli sperma (se avviene)
  • scelta degli ovuli (quanti e quali) e congelazione degli ovuli in eccesso
  • impianto in utero dell’ovulo fecondato (conseguente attesa di se e quanti si sono attaccati)

Ancora controverso il fatto che una coppia possa affidarsi a una terza persona per procreare utilizzando la tecnica dell’Utero in Affitto che può essere divisa anche lei in due diversi sentieri, solo INCUBAZIONE dove l’ovulo fecondato dei genitori viene impiantato in un’altra donna oppure l’utilizzo di ovuli o liquido seminale estraneo alla coppia ma appartenente alla Donna/Uomo che si prestano alla tecnica dell’utero in affitto. In Italia non è ben vista questa tecnica e per effettuarla serve una sentenza del giudice, probabilmente più per morale che non per altro.

Sinceramente tra le tre tecniche forse avrei provato l’Utero in Affitto, ma non potendomi rivolgere all’estero per utilizzarla l’unica nostra risorsa era la FIVET che comporta veramente troppi ma e se che la mia anima e il mio cervello non poteva sopportare, troppe incognite e troppi passaggi che potevano fallire.

Anche quì esistono libri che possono spiegarvi bene la differenza di ogni percorso e darvi maggiori dettagli, anche questa non è una scelta semplice me ne rendo conto ma quando si vuole un bambino le strade alternative che si aprono sono tante bisogna solo capire qual’è la migliore per noi, accettarla ed avere perseveranza e fiducia.

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